Rosse pennellature ciclopiche perimetrano l’area e come quinte urbane individuano lo spazio vivibile, emarginando pertanto il disomogeneo contesto periferico. Proprio il ridimensionamento dello spazio ha suggerito l’esaltazione dell’energia creatasi al suo interno, la dinamicità delle persone in continuo movimento ed il loro miscelarsi secondo percorsi apparentemente casuali. Tre spazi circolari si muovono come viti senza fine in un gioco di girandole, si strutturano in un susseguirsi di labirinti, allestiti dalla natura per mano dell’uomo.